Madonnina”, oggi purtroppo abbandonato e non inserito tra le risorse da visitare, e nemmeno sembra vi sia un progetto in futuro per questo. Poi gli investimenti per l’allestimento del Museo di Leonardo che è costato alla Comunità circa 15mila euro, scelta ineccepibile.
Turismo e sviluppo. «L’albergo diffuso», Quaglietta per incominciare.
Sabato a Calabritto si è iniziato a parlare di un termine molto utilizzato nel Nord e Centro Italia, in un convegno dal titolo “L’Albergo diffuso” a cui erano presenti notevoli relatori ed esperti in materia turistica. Tutto perchè il Borgo di Quaglietta, che sta per essere completamente ristrutturato, sotto differenti punti di vista presenta le caratteristiche per diventare un albergo diffuso importante per tutte le aree interne dell’Irpinia, con una capacità ricettiva di circa 100 posti letto e degli elementi strutturali che ben si prestano a questa tipologia di attività.
![]() |
| La piazza di Quaglietta |
Ed è proprio questa la difficoltà: il territorio va coinvolto attraverso una serie di azioni che lo rendano consapevole di questo. Va creata una cultura dell’accoglienza che non faccia vedere il turista come un turista, ma come un residente appunto.
L’appoggio delle istituzioni dovrà necessariamente esserci a prescindere dal colore politico. Questo perchè la manutenzione per i primi anni non potrà essere a carico completo del gestore e tutti i servizi pubblici di decoro e pulizia dell’urbano dovranno essere curati al meglio. Per garantire programmazione l’affidamento non dovrebbe essere inferiore ad un periodo di almeno 10 anni e non dovrà prevedere canoni di affitto, anzi agevolazioni per chi volesse insieme al gestore, entrare nel Borgo per inserire un’attività tipiche del luogo (es. locali gratuiti). In seguito alla fase di avviamento, un diritto di prelazione sulla gestione dovrà necessariamente essere previsto al vecchio gestore in fase di scadenza. Nessun privato altrimenti farebbe offerte per gestire un qualcosa su cui non poter programmare. Il concetto di programmazione infatti è centrale. Chi vorrà aspirare a gestire un progetto di questo tipo dovrà avere ben chiaro in mente cosa vuole fare e dove vuole arrivare.
La valigia, i Sogni, un biglietto per restare
Quando ero piccolo sognavo di diventare grande, senza pensare che nello scorrere della vita questo sogno si sarebbe invertito.
A.A.A. Atene cercasi
Tra le alture Irpine. A Laceno.
Meglio il turismo nostrano? Lucca.
L’altro turismo delle SPA.
Nel borgo di Quaglietta dove scoprirsi padroni dell’Irpinia
Turismo e sviluppo. “L’albergo diffuso”.
Sabato a Calabritto si è iniziato a parlare di un termine molto utilizzato nel Nord e Centro Italia, in un convegno dal titolo “L’Albergo diffuso” a cui erano presenti notevoli relatori ed esperti in materia turistica. Tutto perchè il Borgo di Quaglietta, che sta per essere completamente ristrutturato, sotto differenti punti di vista presenta le caratteristiche per diventare un albergo diffuso importante per tutte le aree interne dell’Irpinia, con una capacità ricettiva di circa 100 posti letto e degli elementi strutturali che ben si prestano a questa tipologia di attività.E l’Irpinia può essere maestra in questo, Quaglietta e il suo Borgo anche. Siamo una terra che presenta tutte le caratteristiche necessarie allo sviluppo di questa tipologia di attività non solo a Quaglietta. Siamo territori martoriati dal fenomeno dell’emigrazione dove nel post terremoto c’è stata una ricostruzione che ha portato alla realizzazione di numerose strutture, che oggi sono vuote e spesso di proprietà comunale, in tanti paesi e tanti centri storici. Riconvertirle a camere di albergo non sarebbe difficile. Abbiamo tanti borghi splendidamente ricostruiti, fruibili e unici. Inoltre siamo un popolo con l’innata capacità di accogliere e far sentire a proprio agio chiunque, che facilmente sarebbe capace di integrare questa tipologia di turista rurale. E allora Caposele, Rocca San Felice, Sant’Angelo dei Lombardi, Gesualdo, Torella dei Lombardi, Castelvetere, Volturara, Bagnoli Irpino, Bisaccia, e tanti altri, potrebbero essere tanti alberghi diffusi, alcuni lo sono già. Magari una rete di alberghi diffusi irpini.
L’appoggio delle istituzioni dovrà necessariamente esserci a prescindere dal colore politico. Questo perchè la manutenzione per i primi anni non potrà essere a carico completo del gestore e tutti i servizi pubblici di decoro e pulizia dell’urbano dovranno essere curati al meglio. Per garantire programmazione l’affidamento non dovrebbe essere inferiore ad un periodo di almeno 10 anni e non dovrà prevedere canoni di affitto, anzi agevolazioni per chi volesse insieme al gestore, entrare nel Borgo per inserire un’attività tipiche del luogo (es. locali gratuiti). In seguito alla fase di avviamento, un diritto di prelazione sulla gestione dovrà necessariamente essere previsto al vecchio gestore in fase di scadenza. Nessun privato altrimenti farebbe offerte per gestire un qualcosa su cui non poter programmare. Il concetto di programmazione infatti è centrale. Chi vorrà aspirare a gestire un progetto di questo tipo dovrà avere ben chiaro in mente cosa vuole fare e dove vuole arrivare.Malati di mondo, contagiati ingoiando pillole.














