Borgo di Quaglietta, ecco i miei (modesti) piani di gestione e marketing.

Non ho resistito e l’ho fatto, ho presentato la manifestazione di interesse per la gestione del Borgo di Quaglietta, anche se le richieste economiche fatte sono impossibili.

L’ho fatto perché è necessario, secondo me, portare al tavolo l’Amministrazione Comunale e farle capire che quei termini non sono giusti, non sono giusti per i giovani, per la Valle del Sele e per la comunità di Calabritto e Quaglietta, che lo sviluppo non si fa così.

Quel Borgo deve vivere e funzionare bene perché se così fosse ci sarà lavoro e prospettiva per un interno territorio e ora con queste condizioni tutti gli imprenditori probabilmente falliranno.
L’ho fatto per cercare di far capire che una possibilità c’è ed è legata al territorio, alle sue competenze e professionalità, alla sua passione, alla fiducia che i politici devono concedergli.
Solo con queste caratteristiche ci potrà essere un vero Albergo Diffuso e questi sono i documenti che dimostrano come può essere possibile.
Proviamo a metterci in gioco cari Amministratori, proviamo a non basare il tutto sui soldi e le casse Comunali da rinforzare, proviamo a sfruttare bene questa (ultimissima) opportunità.
Del resto ho già discusso e scritto, ora l’ho trasmesso con atti ufficiali al Comune attraverso il piano di gestione e marketing richiesti dalla manifestazione.

Eccoli qua:
Piano di gestione
Piano di marketing

A voi la parola.

Sviluppa la tua idea, ora puoi anche a Caposele.

Hai un’idea di impresa a Caposele o in Irpinia? Ora puoi avviarla. 

Si chiama progetto PICO che vedrà molti comuni dell’Alta Irpinia e della Campania coinvolti in un importante iniziativa volta ad incentivare la nascita di microimprese. 
L’elenco include 207 Comuni tra cui Baiano, Bisaccia, Calitri, Cassano Irpino. Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Contursi Terme, Frigento, Gesualdo, Lapio, Montefalcione, Nusco, Oliveto Citra, Paternopoli, San Potito Ultra, Santa Lucia di Serino, Sant’Angelo all’Esca, Sant’Angelo dei Lombardi, Sturno, Summonte, Taurasi, Teora, Trevico, Tufo, Vallata, Vallesaccarda, Venticano e Villamaina, come da decreto dirigenziale della Regione Campania n° 3 del 14 gennaio 2015.

Mi focalizzo però sul mio Comune (Caposele) che proporrà (come da delibera n°91 del 27 agosto 2014), a breve, la possibilità di sviluppare idee di imprese all’interno del Centro Fieristico che presto sarà inaugurato.

I progetti finanziabili saranno 6 e dovranno essere pensati nei seguenti settori:

– commercio all’ingrosso e al dettaglio;
– artigianato e valorizzazione di prodotti tipici locali;
– costruzioni.

Alle attività che riusciranno ad accedere al finanziamento sarà anche garantita la possibilità di usufruire di parte del Centro Fieristico a condizioni agevolate (che il Comune dovrà definire) e di un microcredito che va dai 5.000 ai 25.000 euro rimborsabili in 60 mesi al tasso 0% da restituire a rate.

I beneficiari potranno essere persone fisiche residenti nei Comuni che hanno presentato le progettualità e che abbiamo compiuto almeno il 18esimo anno di età.
In particolare il Comune di Caposele ha dato priorità di intervento ai progetti imprenditoriali presentati da soggetti di età inferiore ai 40 anni e dalle cooperative sociali.

Saranno, in generale, ammissibili le proposte presentate da imprese costituende o costituite (anche tramite spin-off) composte da almeno un soggetto in possesso dei seguenti requisiti: disoccupati, inoccupati, inattivi, lavoratori in CIG2, CIGS e mobilità3, con una specifica attenzione ai giovani, donne, immigrati e studenti universitari
Per le iniziative esistenti i requisiti si intenderanno soddisfatti anche nel caso di assunzione nei dodici mesi antecedenti la presentazione della domanda di un lavoratore in possesso dei requisiti di cui sopra.
Riguardo alle attività imprenditoriali o di autoimpiego riconducibili alla gemmazione da imprese esistenti, potranno essere presentate nuove iniziative da parte di uno o più soggetti che hanno maturato esperienze di lavoro o di collaborazione in contesti lavorativi analoghi.

Le spese ammissibili al finanziamento sono:
– le spese, strettamente inerenti il ciclo economico, per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature nuovi o usati; le opere murarie necessarie all’adeguamento e messa a norma dei locali adibiti all’attività; i beni immateriali ad utilità pluriennale, inclusi i diritti di brevetto, le licenze, i piani di sviluppo di impresa, i piani di marketing, i piani finalizzati all’internazionalizzazione se connessi ad un piani di ampliamento della base produttiva;
– le spese per l’ acquisto di materie prime, semilavorati, materiali di consumo e di scorte; le spese per utenze e canoni di locazione degli immobili strumentali all’esercizio dell’attività; le spese per l’aggiornamento dei software; le spese per servizi di consulenza professionale (legale, tecnica, commerciale); le spese per il personale qualora sulla risorsa non siano già stati concessi sgravi contributivi o incentivi all’assunzione in base a leggi nazionali, regionali o progetti a finanziamento statale e/o regionale.
Per le imprese esistenti, le spese di cui sopra sono ammissibili se collegate ad un programma di ampliamento/espansione dell’attività imprenditoriale Non è consentito l’acquisto di beni usati da privati.
Sono escluse dal finanziamento le spese relative a mezzi di trasporto su strada da parte di imprese che effettuino il trasporto di merci su strada per conto terzi.
C’è solo da attendere che vengano emanati i dettagli per il Comune di Caposele e per gli altri Comuni con i termini e le modalità di presentazione delle proposte progettuali. 
Iniziate a pensare che poi, magari, vi aiuto io.




Perché il concetto di “smart” può salvare le aree interne, e svilupparle.

In inglese il termine “smart” significa intelligente e sembra che abbia già detto tutto. Oggi lo usiamo, spesso, per indicare tutto quello che è legato alla tecnologia e alla digitalizzazione e precede tutti i settori a cui poi si riferisce.
Smartinnovation, smartcity, smartourism, smartrural e così via.

Concretamente però quali possono essere i benefici che l’applicazione del concetto di smart può portare a delle aree che non vivono a diretto contatto con i grandi centri e con i luoghi dove lo “smart” si sviluppa?
La risposta probabilmente è anche semplice: le aree interne sono il luogo dove il concetto di “smart” può trovare più ampia applicazione. Infatti sono quelle aree che hanno tanti settori che oggi non conoscono l’innovazione, la digitalizzazione e che entrerebbero in contatto con un mondo attualmente sconosciuto sia in termini di vantaggi operativi che di ritorni economici. E allora è arrivato il tempo di investire concretamente nell’attuazione del concetto a tutte le aree interne, anche all’Irpinia e l’opportunità è concreta e presente. In Europa esiste qualcosa chiamata Agenda Digitale che nella nuova programmazione 2014-2020 dovrà trovare la sua massima espressione, e soprattutto la sua massima fonte di finanziamento. Presentata dalla Commissione europea è una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020, che fissa obiettivi per la crescita nell’Unione europea (UE) da raggiungere in differenti settori:
1. Identità digitale e servizi innovativi per i cittadini: carta di identità e tessera sanitaria elettronica; anagrafe unificata, archivio delle strade, domicilio digitale e posta elettronica certificata obbligatoria per le imprese.
2. Amministrazione digitale: dati e informazioni in formato aperto e accessibile compresi quelli della pubblica amministrazione, biglietti di viaggio elettronici, sistemi digitali per l’acquisto di beni e servizi, trasmissione obbligatoria dei documenti via Internet.
3. Servizi e innovazioni per favorire l’istruzione digitale: certificati e fascicoli elettronici nelle università, testi scolastici digitali.
4. Misure per la sanità digitale: fascicoli sanitari elettronici, prescrizioni mediche digitali.
5. Forte impulso per la banda larga e ultralarga.
6. Moneta e fatturazione elettronica: pagamenti elettronici anche per le pubbliche amministrazioni, utilizzo della moneta elettronica.
7. Giustizia digitale: notifiche e biglietti di cancelleria dei tribunali per via elettronica, modifiche alla legge fallimentare per procedere in via telematica, ricerca e incentivi per società attive nelle nuove tecnologie.
Tutti i comuni, e questo pochi lo sanno, saranno chiamati a redigere una propria agenda digitale (le agende digitali locali) che sarà, molto probabilmente, elemento di eleggibilità delle progettazioni e motivo di esclusione nel caso di assenza delle stesse nelle PA.
Inoltre, tutti i programmi comunitari, in qualsiasi settore, avranno una predilezione per le progettazioni che parleranno e si occuperanno di digitale e smart, e dunque non si potrà non programmare in tal senso.
Ed ecco dunque l’opportunità: la redazione delle Agende Digitali per i Comuni.
I Comuni dovranno necessariamente spingersi verso un mondo più digitale in tutti i campi di intervento e avranno la possibilità di programmare uno sviluppo intorno a questo concetto, dovranno farlo se vorranno accedere a maggiori fondi comunitari.
E allora cogliamo la palla al balzo e iniziamo a giocare in anticipo su questi temi?
Facciamo in modo che queste aree interne diventino smart e fucine di idee innovative in tutti i settori e sopratutto nei settori turismo e agroalimentare, che colgano le opportunità europee?
Iniziamo a parlare seriamente di smartrural contrapposto alle smartcity?
Come?
  diffondiamo la banda larga e mettiamo i giovani nelle condizioni di poter lavorare anche dalle aree interne collegati ad internet;
– creiamo spazi di co-working e co-living, dove le persone possano usufruire di spazi e attrezzature e possano sviluppare idee e progetti;
– incentiviamo gli incubatoti d’impresa, forniamo ai giovani gli strumenti per realizzare progetti;
– sfruttiamo le nuove tecnologie per fare rete, le distanze ad oggi non sono più un problema (smettiamola di dire che siamo lontani e non possiamo partecipare);
– mettiamo al centro i cittadini e le loro proposte per il territorio, mettiamoli in rete e facciamoli partecipare, basta con i piani calati dall’alto;
– opendata, facciamo si che i dati siano liberi, che tutti possano averne accesso;
– iniziamo ad applicare lo smart all’agricoltura, al turismo, soprattuto alle caratteristiche delle aree interne e convertiamo il tutto in ritorni economici.
Rendiamo il vivere nelle aree interne non più un problema, ma un’opportunità, avviciniamole ai cambiamenti che il mondo offre cogliendo tutto ciò che la nuova programmazione europea prevede in termini di digitale e smart. Chi c’è per la sfida?

Marchio Ospitalità Italiana per le imprese turistiche. Opportunità di promozione.

Ospitalità italiana è un marchio gratuito, volontario e rinnovabile annualmente che enfatizza la qualità del servizio nel settore turistico e della ristorazione. Viene assegnato alle imprese turistiche che ne fanno richiesta tramite le Camere di Commercio di competenza.
Il marchio consente di ricevere tutta una serie di vantaggi in termini di collaborazione e di marketing che il network garantisce oltre che di ricevere un riconoscimento a livello nazionale e internazionale della propria attività.
Per poter accedere alla selezione e candidare la propria struttura al marchio la Camera di Commercio di Avellino ha previsto un iter ben preciso che prevede l’inoltro della domanda di ammissione in forma digitale tramite PEC entro e non oltre il 18 luglio 2014.
Un’occasione importante per tutte le imprese del settore ricettivo e ristorativi (Alberghi, Bed and Breakfast, Ristoranti, Agriturismi con e senza camere) della Provincia di Avellino iscritte nei registri della Camera.
I moduli e le procedure sono presenti sul sito della Camera di Commercio di Avellino:
Ecco il link al sito del marchio Ospitalità Italiana:

Care imprese turistiche, è ora di digitalizzarsi.

La digitalizzazione nel comparto turistico è un processo in atto da anni e sta divenendo un fenomeno irreversibile da cui ogni impresa turistica non può prescindere.
Wifi – reputazione online – siti web mobile e ottimizzazione della propria presenza sul web sono elementi da cui non si può più fuggire ad ogni livello perchè il turista osserva, ricerca e deve trovare le info che cerca, sopratutto sulle strutture ricettive in cui vuole soggiornare.
Finalmente anche il governo se ne è reso conto provando ad incentivare questa tipologia di interventi attraverso l’ultimo decreto legge n°83 emanato il 31 maggio 2014 “DISPOSIZIONI URGENTI PER LA TUTELA  DEL PATRIMONIO CULTURALE, LO SVILUPPO DELLA CULTURA E IL RILANCIO DEL TURISMO”.
Un’ottima occasione per riammodernare le infrastrutture digitali, ma anche per pensare di iniziare a lavorare sulla formazione e sulla strategia di presenza online.
Il decreto, tra le differenti misure prevede infatti un credito d’imposta per la digitalizzazione e l’ammodernamento degli esercizi ricettivi” con l’obiettivo di sostenere la competitività del turismo italiano e favorire la digitalizzazione del settore, in particolare per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento delle strutture ricettive per le spese sostenute negli anni 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018 per un ammontare massimo di 12.500 euro.
In particolare l’agevolazione riguarda interventi su:
  1. servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale;
  2. impianti wi-fi;
  3. siti web ottimizzati per il sistema mobile;
  4. programmi per la vendita diretta di servizi e pernottamenti e la distribuzione sui canali digitali, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l’integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi;
  5. spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio;
  6. strumenti per la promozione del digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità;
  7. servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente ai fini di quanto previsto dal presente comma.
Sono escluse dalle spese i costi relativi alla intermediazione commerciale.
Tutto il decreto lo trovate qui: